Virgilio Vignato – Gambellara (VI)

Nel piccolo centro di Gambellara, nascosti dentro una corte, il Signor Virgilio e la strepitosa moglie Mariuccia portano avanti l’azienda di famiglia Vignato.

Con 16 ettari (di cui 8 di proprietà e 8 in affitto) prevalentemente posizionati nelle colline attorno, con circa 20 appezzamenti, Virgilio e Mariuccia ci propongono diverse sfaccettature dell’uva Garganega.

Tra queste il Recioto Passito Metodo Classico è stata una vera e propria sfida, non solamente per loro, ma soprattutto per le commissioni di assaggio.

L’idea della rifermentazione in bottiglia, per un vino passito, non convinceva mai gli esaminatori che scartavano a monte i campioni solamente per il metodo di lavorazione. Per loro il Recioto di Gambellara doveva rimanere assolutamente nella versione ferma.

Ma con la loro determinazione non si sono arresi e lo scorso settembre questo Recioto Passito Spumante Metodo Classico è arrivato sul podio come MIGLIOR RECIOTO SPUMANTE dell’89esima Festa dell’Uva e del Recioto di Gambellara.
“Chi la dura la vince” direi…

L’utilizzo della rifermentazione in bottiglia comunque a casa Vignato è sempre in continuo “fermento”: dall’intramontabile Cuvée Bianca (nata nel 1997), 100% Garganega con 24 mesi di affinamento sui lieviti, alla futura creazione rosata che il Sig. Virgilio ha aperto ed assaggiato per la prima volta insieme a me. Questo futuro spumante, composto per il 92% da Garganega e il restante 8% da Merlot, è giunto quasi alla fine del periodo di affinamento sui lieviti. Un rosato molto simile al Chiaretto, cromaticamente parlando, carico di vita alla vista con la sua lucentezza e privo ormai di torbidità. Fieno, mela e frutti rossi spiccano nel suo portafoglio olfattivo; una bollicina cremosa e un buon equilibrio tra acidità e sapidità; leggera ruvidità sulla lingua ed un finale leggermente aromatico sono le caratteristiche di questo Rosè di buona persistenza che sicuramente riproverò non appena verrà messo in commercio.

Tornando indietro all’essenza della Garganega nelle tre versioni ferme, Monte Comon,  Capitel Vicenzi e Caliverna, mi è rimasta impressa la verticalità di questi vini con un’anima minerale e sapida indimenticabile (filo conduttore dei tre prodotti).

Monte Comon, essenziale e basico (senza essere riduttivi), viene lavorato solamente in acciaio e presenta un bouquet elegante e netto prevalentemente di fiori bianchi con un sorso di lunga persistenza.

Capitel Vicenzi invece è frutto di una selezione di alcuni appezzamenti sul Monte di Mezzo, con una vendemmia slittata ai primi 15 giorni di ottobre e una sosta con lieviti in sospensione per 8/10 mesi in acciaio. Un altro calice ampio al naso con note di sedano, fiori gialli e mela golden. La sensazione salina non mi ha abbandonato neanche stavolta.

La vendemmia tardiva del Caliverna, dove l’uva viene presa all’arrivo della prima brina (da qui deriva il nome) mi lascia un attimo senza fiato. E’ un vino non per tutti dove i sentori olfattivi sono discostanti da quello che si prova nel degustarlo. Uva matura e leggermente appassita al naso (frutto puro) con note dolciastre; in bocca è secco e fresco con la persistenza della nota sapida. Non saprei descriverlo sinceramente, vorrei lasciarvi la voglia di “mangiarlo” perchè è Tanto.

Mentre siete ancora in attesa di capire quanti risultati diversi e soddisfacenti si possono avere con la mia adorata Garganega, Vi faccio vedere come viene appassita l’uva in queste zone.

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Un bel lavoraccio, ma quant’è bella?

Comunque le versioni passito fermo o spumante metodo classico hanno un gusto irresistibile (per quanto mi riguarda) e un’armonia che pochi vini dolci possono avere. Segnate nell’agenda la possibilità di fare un salto in questa piccola azienda dove Mariuccia vi racconterà l’amore che hanno per quest’uva e per tutto quello che è tradizione.

#cincin

Garganica – Montebello vicentino (VI)

C’è chi va a trascorrere un pomeriggio all’Italia in Miniatura e chi, invece, in un pomeriggio ha approfondito le sfaccettature dell’Italia vulcanica dentro i calici.

Sono tornata in terra vicentina, dove il Consorzio Tutela Vini Gambellara DOC e la Strada del Recioto e dei Vini Gambellara DOC hanno organizzato GARGANICA, ALLA SCOPERTA DEI VINI VULCANI DEL GAMBELLARA DOC.

E non solo, perchè come evidenziato sopra, tra i banchetti di assaggio c’erano tracce rimaste indelebili nella mia mente di etichette di vini di tutta Italia provenienti da zone vulcaniche. Dalla vicinissima SOAVE, all’interprovinciale LESSINI DURELLO, facendo un salto in SARDEGNA per poi ritrovarsi sul VESUVIO o sull’ETNA. Un pot-pourri di emozioni dove il cardine era l’essenza della mineralità al naso, correlata da un’elevata freschezza e da una notevole impronta di sapidità.

L’apice del riassunto “vulcanico” l’ho percepito in queste etichette dove la piacevolezza dell’acqua minerale era superlativa:

  • SOAVE DOC LA CAPELINA 2015 – Cantina Franchetto
  • SEMIDANO DI MOGORO DOC SUPERIORE PUISTÉRIS 2012 – Cantina di Mogoro
  • ETNA BIANCO DOC 2013 – Tenuta Monte Gorna
  • GAMBELLARA CLASSICO DOC 2015 – Az. Agr. Natalina Grandi
  • GAMBELLARA CLASSICO DOC SANTA MARIE 2015 – Az. Agr. Montecrocetta

Un pomeriggio proficuo direi…

#cincin

Marchetto Vini Gambellara

Lo scorso week end Federico Marchetto mi ha aperto le porte dell’azienda di famiglia. Siamo alla terza generazione di questa piccola realtà nel centro della DOC Gambellara che coltiva circa quattro ettari di Garganega su terreno prevalentemente basaltico, di cui tre ettari posizionati in collina e uno in pianura.

Una piccola scoperta emersa sfogliando le varie guide di settore dove tra i grandi nomi spunta sempre qualche vino premiato di piccoli produttori e stavolta ho deciso di concedermi un altro viaggio tra le colline vicentine. In questo caso il fiore all’occhiello di Marchetto è il Vin Santo di Gambellara che viene premiato per l’ottimo equilibrio tra la dolcezza e la freschezza.

Come accennato l’anno scorso nella visita a Menti Vini, il Vin Santo di Gambellara viene tutelato dal progetto seguito dall’università di Verona con il Consorzio di Tutela che ha individuato e codificato il lievito Zygosaccharomyces gambellarensis, utilizzato da tutti i produttori. Quando arriva il momento della torchiatura inoltre viene scelta una cantina dove tutto il Vin Santo delle cantine aderenti al progetto verrà portato e pressato. Per il 2015 è stato selezionato Sordato, l’anno scorso toccava a Menti Vini. Una tradizione che viene portata avanti nell’unione dei produttori e nella valorizzazione di questo prodotto di nicchia.

Chiusa la parentesi del Vin Santo, la Marchetto vini cerca di lavorare l’uva bianca più antica del Veneto senza l’utilizzo di concimazioni chimiche e trattando la vigna con rame e zolfo. A livello solfiti l’obiettivo è mantenerli a circa 50-60 mg/l, molto bassi rispetto il limite di 220mg/l previsto dal Regolamento CE.

E i risultati della loro produzione mi hanno incuriosito parecchio, è stata una vera sorpresa conoscere questo piccolo produttore.

La degustazione inizia dallo SPUMANTE EXTRA DRY 2014, 100% Garganega, che ha fatto la prima fermentazione in acciaio seguita da 50 giorni di seconda fermentazione in autoclave. L’impronta floreale al naso contornata da note dolci era molto decisa. Convincente e pieno anche il perlage con una bollicina abbastanza fine. Mi ha attirato la lunghezza dell’infinita mineralità spinta da un acidità che mi ricordava più un brut. La mandorla amara non l’ho percepita al naso, ma me la sono proprio “mangiata” mentre assaporavo il vino.

Spostando di circa tre settimane la vendemmia (siamo quasi al 10 ottobre contro la metà di settembre per lo spumante), il vigneto più alto in collina, dopo la cernita dei grappoli atti a divenire Vin Santo, darà come frutto il GAMBELLARA CLASSICO DOC CORTE DEI MEI 2014 , che fermenterà in acciaio con continui batonnage delle fecce fini con la massa del vino per conferire al prodotto finale maggiore struttura e profumi più intensi. L’annata 2014 degustata è dotata di un ottimo carattere con una nota minerale al naso più leggera dello spumante. In compenso il citrino dell’agrume spunta immediatamente e in bocca è emersa una pulizia finale intensa; il sorso è molto rotondo e caldo con un retrogusto erbaceo. E’ interessante, a mio parere, farlo sostare in bottiglia ancora per un po’ di tempo per andare a scoprire un calice maggiormente fine ed elegante.

Altra rarità della DOC, prodotta solo da poche cantine, è la versione spumantizzata del Recioto di Gambellara. Qui la prima fermentazione viene fatta in cemento, per poi finire 60 giorni in autoclave per la presa di spuma. Il 2012 mi incanta finemente con fiori d’arancio e ginestre; è dolce ma non invasivo, con un perlage fine e persistente. Nota marcata dell’azienda è l’acidità che ci accompagna notevolmente e piacevolmente nell’assaggio di tutti i prodotti.

Concludiamo con il premiato Vin Santo che ha l’incarico di incantare i degustatori con tutta la lavorazione che viene applicata, dall’appassimento in picai, alla fermentazione naturale con i lieviti autoctoni, il travaso in questo caso in barrique di terzo passaggio per 20 mesi, un po’ di acciaio per decantare e minimo 6 mesi di bottiglia per l’affinamento. Per poterlo trovare sul mercato è necessario aspettare quasi quattro anni cari appassionati di vino.

Il colore ambrato dell’annata 2010 è ancora bello vivo alla vista, la scorza d’arancia candita e il miele caratterizzano la concentrazione dei profumi insieme a sfumature di crema pasticcera.  Come accennato prima, l’equilibrio tra zuccheri e acidi è ottimo e, se non avete mai avuto occasione di conoscerlo, vale la pena provarlo.

Il tour con Federico si è concluso, vista la bella giornata, a passeggio tra i suoi vigneti.

Vi lascio qualche scatto per conoscere cosa mi ha incuriosito particolarmente.

#cincin

Un bianco week end

E’ iniziato l’autunno, la vendemmia continua nel migliore dei modi quest’anno e noi cosa possiamo fare se non riprendere in mano la nostra agenda (vale anche quella virtuale) per riempire quei buchi che dedicavamo al sole, alla spiaggia e agli aperitivi al tramonto?!

Iniziamo così: per il prossimo week end vi propongo la nuova versione di “Armonie senza tempo” legata al Lugana con la possibilità di conoscere questo vino grazie a ben più di 50 produttori. L’anno scorso la manifestazione si era svolta a Brescia con le degustazioni delle vecchie annate che vi avevo raccontato qui. Quest’anno invece avrete l’opportunità di scoprire il signor Bianco del Lago di Garda a Peschiera d/G sabato 26 dalle h. 18.00.LuganaArmonieSenzaTempo2015

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In alternativa l’altra protagonista è l’uva Garganega nel Gambellara Wine Festival che si terrà sabato 26 e domenica 27 con la possibilità di visitare le aziende aperte al pubblico oltre alle degustazioni organizzate a Palazzo Cera di Gambellara.

 

 

A voi la scelta e…. Buon autunno!!