Verso il Soave…. non contro mi raccomando! 5-6-7 settembre 2015

Non so se avevate notato la mia passione per l’uva Garganega nel corso dei miei racconti…. sarà che vivere a Verona mi agevola nell’apprezzare i risultati che questa tipologia di uva autoctona dà.

Nel corso della kermesse Soave Versus, giunta alla seconda edizione al Palazzo della Gran Guardia a Verona la promozione del territorio  è rimasta al centro di ogni obiettivo del Consorzio di Tutela del Soave che dei produttori e dei personal sommelier di Ais che hanno accompagnato gli “ospiti” alla scoperta del Soave. Ottimo perchè così qualsiasi degustatore, appassionato o professionista del settore, aveva la possibilità di entrare a 360 gradi nei tredici comuni della DOC.

Riconosciuta nel 1961 la Denominazione di Origine Controllata principalmente definisce la posizione nel territorio dell’est veronese con la prevalenza di un terreno di origine vulcanica, come vi ho raccontato nelle mie visite da Nardello Vini, Gini, Sandro de Bruno e Le Battistelle.

Erano presenti ben 45 produttori con le loro “storie”, per me sono proprio così…. ogni bottiglia di vino racconta la storia dell’uva, del territorio e di chi la lavora.

A spasso tra i produttori ho avuto modo di cogliere le peculiarità di questo vino sulla base delle zone, tra il minerale della zona di Monteforte e Brognoligo, contro la frutta matura e/o tropicale del versante Sud Ovest di Soave. Nota in comune caratteristica della Garganega è la mandorla amara insieme ai fiori bianchi.

Vi lascio qualche scatto rubato delle etichette che proverò ad andare a conoscere nei prossimi mesi, voi che ne pensate?

Vale o non vale la pena di stappare un Soave e lasciarci l’estate alle spalle?

#cincin

ps: nella foto in copertina ci sono i tre classificati al concorso di Miglior Ambasciatore del Soave! Complimenti ancora ad Andrea Galanti di Firenze, Massimo Tortora di Livorno e Simone Vergamini di Lucca.

SOAVEmente….Nardello Vini

Questa volta sono approdata a sud della zona classica del Soave da Nardello, un’azienda gestita dai due fratelli Daniele e Federica che portano avanti la tradizione di famiglia a Monteforte d’Alpone, nell’est veronese.

Produttori di cinque etichette (tre tipologie di Soave DOC Classico, un Bianco Veneto IGT e un Recioto di Soave DOCG) hanno da sempre puntato a dei vini fini ed eleganti e con caratteristiche organolettiche differenti l’uno dall’altro.

Una piccola realtà con 14 ettari di Garganega, Trebbiano di Soave e Chardonnay tra i monti Zoppega (esposto a sud est) e Tondo (esposto a sud ovest) che vedete evidenziati nella mappa sotto, con antichi vigneti anche di 50 anni impostati sia con il vecchio sistema della Pergola Veronese che con Guyot.

Dopo la passeggiata tra le vigne, sotto il sole di agosto che chissà cosa combinerà, ci siamo trasferiti nella vecchia corte di famiglia dove le vecchie generazioni tenevano enormi vasche di cemento per la fermentazione che hanno dato spazio adesso alla nuova sala di degustazione e al fruttaio.

Ovviamente mi hanno fatto degustare Soave in tutte le salse: dal 100% Garganega Meridies (con i vigneti esposti tutti al mezzogiorno), a un altro 100% Garganega Monte Zoppega (il vigneto più antico di casa Nardello) che sosta in barrique per 6/7 mesi, al Vigna Turbian con un 30% di Trebbiano di Soave (tipologia di uva molto meno diffusa rispetto un tempo per forse il troppo anticipo di maturità rispetto alla Garganega, che aiuta appunto a creare un vino più adatto a un consumo immediato).

Nel bel mezzo della “verticale di Soave” i fratelli Nardello mi hanno proposto il Blanc de Fè il loro Bianco Veneto IGT con 1/3 per ogni uva…..che bontà!!!

Ne parliamo anche del loro Recioto Suavissimus?!?!?

Per chi non avesse mai avuto l’occasione di provarli ve li consiglio, non ve li dimenticherete facilmente!

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Oggi tocca a loro!!

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Soave Vigna Turbian 2011 Nardello vini e Valpolicella Superiore La Bandina 2007 Tenuta Sant’Antonio