Montecrocetta e Vini Iseldo Maule

Sono tornata a Gambellara, terra vulcanica ottima produttrice di Garganega, per scoprire i risultati dell’unione di due cugini, produttori dei vini marchiati Montecrocetta e Vini Iseldo Maule.

Il primo identifica i prodotti classici della zona e qualche blend di uve particolari, mentre il secondo, per rimanere saldo alla tradizione del padre, va fuori dagli schemi con tre rifermentati in bottiglia ancestrali, ai quali si aggiungono altri interessanti vini che ho degustato in compagnia di Graziano Maule.

Iseldo ci accompagna durante l’inizio della chiaccherata. Si tratta di un vino rifermentato bianco, prodotto da uve Garganega e Durella della zona vulcanica di Montecrocetta. La sua maturazione sui lieviti, dopo la fermentazione, permane fino alla notte di Pasquetta quando viene imbottigliato a mano e chiuso con il tappo corona. E’ un vino da bere torbido con i suoi lieviti, presenta in bocca un leggero pizzicorio sulla lingua con le sue microbollicine. La sapidità del terreno provoca una continua salivazione e piacevolezza in bocca, unita a sentori leggeri di pompelmo rosa e crosta di pane al retrogusto. Un vino semplice, dedicato al padre venuto a mancare quando Graziano era ancora giovane, che viene ben raccontato nella poesia scritta sulla lavagna all’ingresso della cantina:

“Di ancestrale passione racchiudo il fermento…

di una vita il momento è il suono che sento!

Esplosioni a sorriso…

dipingo ogni viso!

“turbio”… a modo mio…

questo sono io… ISELDO!”

Con lo stesso procedimento del rifermentato in bottiglia vengono prodotti anche Lieta e Tradision. Un po’ di Carbenet per vestire di rosa le uve Garganega e Durella dedicate alla Signora Lieta (la moglie di Iseldo) e Garganega appassita secondo tradizione, appunto, per Tradision che segue il metodo di produzione usato dal papà di Graziano fin dalle origini.

Santa Marie invece è la versione secca della Garganega classica di Gambellara che emana un bouquet raffinato e carico di fiori bianchi (ma quasi tendenti al pot-pourri) e di frutta esotica. In bocca vige l’equilibrio tra le sue parti dure e morbide: è secco, salato, con una leggera coccola vellutata di morbidezza ed un’ottima acidità sul finale.

Nel Furbastro, versione tagliata con un 15% di Muller, il bagaglio di profumi floreali permane assieme a qualche piccolo frutto dolce come il litchi. Il sorso riempie maggiormente la bocca rispetto al Santa Marie, con un finale sempre lineare grazie alle note saline ed un piccolo rintocco leggermente erbaceo.

Lunediante, che prende il nome da un termine citato nel libro “Rosso Vermiglio” di Benedetta Cibrario, viene raccontato da Graziano come un’importante sfaccettatura di Garganega, Durella e Sauvignon. Taglio del tralcio a settembre e vendemmia a fine ottobre per ottenere un vino notevole, dal colore giallo oro lucente. Naso e bocca sono in piacevole contrasto: pera matura, mela cotta e note burrose quasi da passito all’olfatto; secco, con un corpo prestante, contornato da accenni di note dolci che chiudono sulla mineralità spiccata “di casa” se lo sorseggi.

Virando ai vini rossi, la degustazione inizia con l’Argione 2013, nato da un Cabernet Sauvignon appassito per quasi due mesi e un Cabernet Franc affinati insieme in botti di legno esauste. Il rubino affascina alla vista ed il naso mi accompagna all’arrivo dell’inverno con pepe nero, anice stellato, noce moscata, arancia candita, marmellata di prugne. Il sorso è intrigante per la sua dose zuccherina veramente ristretta, un tannino amalgamato e piccoli ricordi di erbe aromatiche.

Con le stesse uve viene prodotto il Roncaiolo 2013 seguendo però la filosofia del Ripasso veronese, stando a contatto per un po’ di tempo con le vinacce dell’Argione. Si presenta più sprintoso per la pulizia in bocca, l’acidità ben attiva ed articolata nell’insieme, il tannino leggero e la nota alcolica finale.

Scendendo nella scaletta di degustazione inversa assaggio il San Nicolò: 100% Cabernet Sauvignon, dove il rubino si illumina, i sentori olfattivi sono caratteristici dell’uva ma il sorso ritorna alla terra con la mineralità.

I racconti di casa Maule si concludono con il Ruffiano, nome che rispecchia la caratteristica più spiccata del vino e che, a quanto pare, viene percepita pure dal mercato che lo premia in termini di vendite.

Si tratta di un Cabernet Sauvignon tagliato con il Malbec che definirei godereccio per l’alta presenza di frutto maturo e dolce, le note riconducibili ad un amaro di erbe al naso e un finale che chiude anch’esso in dolcezza.

Abbiamo fatto un giro al contrario tra i vini rossi per poter ricordare sempre che le cose semplici sono la base di quelle più complesse.

Un pomeriggio piacevole, trascorso in compagnia di Graziano, persona dalle mille idee, molto attiva e ospitale.

Non lasciatevi sfuggire l’opportunità di scoprire i suoi vini.

#cincin

Virgilio Vignato – Gambellara (VI)

Nel piccolo centro di Gambellara, nascosti dentro una corte, il Signor Virgilio e la strepitosa moglie Mariuccia portano avanti l’azienda di famiglia Vignato.

Con 16 ettari (di cui 8 di proprietà e 8 in affitto) prevalentemente posizionati nelle colline attorno, con circa 20 appezzamenti, Virgilio e Mariuccia ci propongono diverse sfaccettature dell’uva Garganega.

Tra queste il Recioto Passito Metodo Classico è stata una vera e propria sfida, non solamente per loro, ma soprattutto per le commissioni di assaggio.

L’idea della rifermentazione in bottiglia, per un vino passito, non convinceva mai gli esaminatori che scartavano a monte i campioni solamente per il metodo di lavorazione. Per loro il Recioto di Gambellara doveva rimanere assolutamente nella versione ferma.

Ma con la loro determinazione non si sono arresi e lo scorso settembre questo Recioto Passito Spumante Metodo Classico è arrivato sul podio come MIGLIOR RECIOTO SPUMANTE dell’89esima Festa dell’Uva e del Recioto di Gambellara.
“Chi la dura la vince” direi…

L’utilizzo della rifermentazione in bottiglia comunque a casa Vignato è sempre in continuo “fermento”: dall’intramontabile Cuvée Bianca (nata nel 1997), 100% Garganega con 24 mesi di affinamento sui lieviti, alla futura creazione rosata che il Sig. Virgilio ha aperto ed assaggiato per la prima volta insieme a me. Questo futuro spumante, composto per il 92% da Garganega e il restante 8% da Merlot, è giunto quasi alla fine del periodo di affinamento sui lieviti. Un rosato molto simile al Chiaretto, cromaticamente parlando, carico di vita alla vista con la sua lucentezza e privo ormai di torbidità. Fieno, mela e frutti rossi spiccano nel suo portafoglio olfattivo; una bollicina cremosa e un buon equilibrio tra acidità e sapidità; leggera ruvidità sulla lingua ed un finale leggermente aromatico sono le caratteristiche di questo Rosè di buona persistenza che sicuramente riproverò non appena verrà messo in commercio.

Tornando indietro all’essenza della Garganega nelle tre versioni ferme, Monte Comon,  Capitel Vicenzi e Caliverna, mi è rimasta impressa la verticalità di questi vini con un’anima minerale e sapida indimenticabile (filo conduttore dei tre prodotti).

Monte Comon, essenziale e basico (senza essere riduttivi), viene lavorato solamente in acciaio e presenta un bouquet elegante e netto prevalentemente di fiori bianchi con un sorso di lunga persistenza.

Capitel Vicenzi invece è frutto di una selezione di alcuni appezzamenti sul Monte di Mezzo, con una vendemmia slittata ai primi 15 giorni di ottobre e una sosta con lieviti in sospensione per 8/10 mesi in acciaio. Un altro calice ampio al naso con note di sedano, fiori gialli e mela golden. La sensazione salina non mi ha abbandonato neanche stavolta.

La vendemmia tardiva del Caliverna, dove l’uva viene presa all’arrivo della prima brina (da qui deriva il nome) mi lascia un attimo senza fiato. E’ un vino non per tutti dove i sentori olfattivi sono discostanti da quello che si prova nel degustarlo. Uva matura e leggermente appassita al naso (frutto puro) con note dolciastre; in bocca è secco e fresco con la persistenza della nota sapida. Non saprei descriverlo sinceramente, vorrei lasciarvi la voglia di “mangiarlo” perchè è Tanto.

Mentre siete ancora in attesa di capire quanti risultati diversi e soddisfacenti si possono avere con la mia adorata Garganega, Vi faccio vedere come viene appassita l’uva in queste zone.

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Un bel lavoraccio, ma quant’è bella?

Comunque le versioni passito fermo o spumante metodo classico hanno un gusto irresistibile (per quanto mi riguarda) e un’armonia che pochi vini dolci possono avere. Segnate nell’agenda la possibilità di fare un salto in questa piccola azienda dove Mariuccia vi racconterà l’amore che hanno per quest’uva e per tutto quello che è tradizione.

#cincin

Formaggi e grandi annate @Dal Maso

L’abbinamento cibo-vino è sempre un gioco piacevole che mette alla prova ognuno di noi.

Dal Maso ha proposto il binomio formaggi e vino giovedì 27 ottobre aprendo un dibattito molto piacevole con tutta la platea, ma soprattutto stappando vecchie sfaccettature dei loro vini.

Una serata organizzata nei minimi particolari, dei formaggi indimenticabili e dei vini che ci hanno fatto divertire.

Abbinamenti per lo più promossi anche se la lotta tra “mangiatori” e “degustatori” ai tavoli è stata ben animata.

Ancora una volta tornare a casa Dal Maso è stato un piacere.

#allaprossima

BARBEQUE NIGHT 2016@Dal Maso

Vista la splendida riuscita dell’evento l’anno scorso, vorrei proporvi una serata interessante a casa DAL MASO a Montebello Vicentino (VI).

…tra i filari a lume di candela…

Un’atmosfera suggestiva e una location unica saranno le componenti di questa serata:

VENERDI’ 22 LUGLIO alle ore 20.30 siete invitati alla seconda edizione della BARBEQUE NIGHT.

La serata inizierà con un aperitivo a base di Durello Monti Lessini Doc abbinato ad “aoelette fritte”. La cena si svolgerà tra i filari dei vigneti che circondano la cantina e che saranno illuminati dalla luce delle candele.

Menù della serata:

Picanha

Costine

Pomodori ripieni

Patate al forno

Zucchine ai ferri

In abbinamento vi proporremo 3 calici di vino a scelta tra Montebelvedere Cabernet Colli Berici Doc, Tai Rosso Colli Berici Doc , Cà Fischele Gambellara Doc, Casara Roveri Merlot Colli Berici Doc.

Dessert: Bicchierino con crema di latte e bavarese al lampone con meringa, menta e ribes abbinato a Recioto di Gambellara Spumante Docg.

Caffè

Costo della serata € 30,00

Posti limitati.

Le prenotazioni dovranno essere fatte entro martedì 19 luglio inviando una mail a: accoglienza@dalmasovini.com

In caso di maltempo l’evento sarà posticipato a mercoledì 27 luglio.

Bbq Night 1_logo

Garganica – Montebello vicentino (VI)

C’è chi va a trascorrere un pomeriggio all’Italia in Miniatura e chi, invece, in un pomeriggio ha approfondito le sfaccettature dell’Italia vulcanica dentro i calici.

Sono tornata in terra vicentina, dove il Consorzio Tutela Vini Gambellara DOC e la Strada del Recioto e dei Vini Gambellara DOC hanno organizzato GARGANICA, ALLA SCOPERTA DEI VINI VULCANI DEL GAMBELLARA DOC.

E non solo, perchè come evidenziato sopra, tra i banchetti di assaggio c’erano tracce rimaste indelebili nella mia mente di etichette di vini di tutta Italia provenienti da zone vulcaniche. Dalla vicinissima SOAVE, all’interprovinciale LESSINI DURELLO, facendo un salto in SARDEGNA per poi ritrovarsi sul VESUVIO o sull’ETNA. Un pot-pourri di emozioni dove il cardine era l’essenza della mineralità al naso, correlata da un’elevata freschezza e da una notevole impronta di sapidità.

L’apice del riassunto “vulcanico” l’ho percepito in queste etichette dove la piacevolezza dell’acqua minerale era superlativa:

  • SOAVE DOC LA CAPELINA 2015 – Cantina Franchetto
  • SEMIDANO DI MOGORO DOC SUPERIORE PUISTÉRIS 2012 – Cantina di Mogoro
  • ETNA BIANCO DOC 2013 – Tenuta Monte Gorna
  • GAMBELLARA CLASSICO DOC 2015 – Az. Agr. Natalina Grandi
  • GAMBELLARA CLASSICO DOC SANTA MARIE 2015 – Az. Agr. Montecrocetta

Un pomeriggio proficuo direi…

#cincin