Poggio delle Grazie – Castelnuovo del garda (VR)

E’ rilassante andar a trovare i vignaioli in primavera quando si inizia ad intravedere la nascita di una nuova vita, di una nuova annata fra i vigneti.

Lo è ancor di più quando vengono utilizzate poche pratiche invasive e la natura può avere il suo corso, quando fiori ed erba fresca sbocciano in mezzo ai filari.

Siamo a Castelnuovo del Garda, nell’entroterra del basso Lago di Garda, dai fratelli Brutti di POGGIO DELLE GRAZIE, piccola realtà vitivinicola che ha iniziato a vinificare dal 2014.

Quindici ettari di superficie vitata intorno alla cantina con un allevamento a guyot di Cortese, Trebbiano, Garganega, Corvina e Rondinella su un terreno prevalentemente argilloso.

Ben nove etichette contraddistinte dal caratteristico rosone della chiesetta situata sulla collina dove si trova l’azienda e risalente al periodo della guerra, costruita per riconoscenza alle Grazie.

L’utilizzo di lieviti indigeni e meno trattamenti possibili in vigna sono una peculiarità a casa Brutti, dove si possono scoprire versioni intriganti ed alternative di vini con un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Con l’uva Cortese viene proposto il RIFERMENTATO IN BOTTIGLIA, annata 2014. Un vino frizzante non impegnativo con una buona bollicina per niente invasiva. Bouquet floreale e una leggera nota di miele al naso. Abbastanza sapido ed elegante, semplice e molto piacevole. Ottimo sia da solo sia con delle focacce.

Il piacere del RIFERMENTATO IN BOTTIGLIA viene sdoppiato anche nella versione ROSATA con Corvina e Rondinella, vendemmia 2015. Carattere maggiormente distintivo rispetto al bianco con sensazioni legate al mondo dell’erbaceo. La ciliegia non è ancora pronta nel frutto che andiamo a scovare al naso. In bocca la beva riempie maggiormente il palato con una tendenza leggermente amarotica sul finale ed una buona sapidità che genera salivazione. Si abbina facilmente ad un bel piatto di crostacei o alla pizza al taglio con un buon pomodoro e delle verdure grigliate.

Il CUSTOZA DOC 2016, appena imbottigliato, conferma una prevalenza di sentori floreali al naso, con una leggera nota di lievito amalgamato ad essi e a piccoli accenni erbacei. E’ ancora giovane, ma pronto a ripresentarsi più bilanciato ed elegante dopo un po’ di stabilità in bottiglia. La persistenza in bocca è già decisa e lunga con una buona freschezza. Non presenta la grande aromaticità e dolcezza che solitamente si trova in questi vini, motivo per cui lo definisco “alternativo”.

L’altra Doc che si discosta completamente dalle altre versioni della sua denominazione è il BARDOLINO CHIARETTO fermo. L’insieme di profumi parte con l’imprinting della tipologia di vino, virando alla frutta tropicale. La mineralità spicca sia all’olfatto che al gusto e l’eleganza regna in maniera lussureggiante.

Il PINOT GRIGIO 2014 è un vino solare, da gustare ed abbinare. Prodotto con una leggera macerazione sulle bucce ed un affinamento sulle fecce fini per oltre tre mesi. Ammaliante e coinvolgente, con una piccola sensazione dolce che riconduce a ricordi di un acino leggermente disidratato. Ottima la freschezza, la sapidità ed il richiamo ad una continua beva.

Mi faccio coinvolgere per ultimo da un calice di MARZEMINO 2014, leggermente appassito in cassetta e poi fermentato in tino di legno aperto con lavorazioni a mano. Sensazioni affumicate al naso, nel complesso leggero e di facile beva, con una traccia ben definita di sapidità e freschezza. Anche in questo caso la persistenza è veramente lunga.

Dopo tutti questi nuovi approcci con Poggio delle Grazie, vignaiolo Fivi, ho avuto la conferma che il piccolo produttore riesce a creare prodotti per differenziarsi dalla massa, per avere una sua identità che può veramente stupire i nostri palati.

Ora non mi resta che assaggiare il BARDOLINO non filtrato, probabilmente l’unico sul mercato presente in questa variante.

#cincin

Cascina Maddalena – Lugana

Cascina Maddalena, con una produzione annua di circa 25.000 bottiglie,‎ rappresenta la più piccola realtà di vignaioli imbottigliatori nella terra del Lugana.

Ci troviamo nel centro di Lugana, l’omonima piccola cittadina posizionata nella bassa sponda bresciana del Lago di Garda, dove i fratelli Elisa e Mattia lavorano i quattro ettari di vigneti intorno alla cantina per proporre sul mercato cinque etichette da uve Turbiana, Cabernet e Marzemino.

Stappiamo una bottiglia di Leonardo, Metodo Classico 24 mesi di Turbiana, millesimo 2013, per avvinare la bocca. Un calice interessante e ben equilibrato, fornito di una buona spalla acida. Crosta di pane persistente al naso contornata da lievi sentori floreali. Bollicina cremosa e fine.

Il bouquet di fiori, con uno spunto di miele d’acacia, persiste nel Lugana.‎ Il palato è stimolato da una continua salivazione e la bevibilità di questo vino è notevole.‎

L’alternativa del Marzemino rosato, il Rosanora, è invece delicato al naso, con delle fragoline di bosco seguite da note dolci. In bocca si bilanciano bene morbidezza ed acidità. Intrigante come passepartout a tavola per la coccola dolce al naso e la spinta in bocca capace di affiancare diverse pietanze.

C‎oncludiamo la degustazione delle diverse espressioni del terreno argilloso che caratterizza questa zona c‎on il Cabernet Sauvignon 2014‎. Fruttato ed erbaceo, con un piacevole gusto in bocca dal finale sapido e persistente.‎

All’appello ne manca uno… starà a voi andarlo a scopire!

#cincin

Lazzari – Capriano del Colle (BS)

Quanti di voi conoscono il Parco Agricolo Regionale del Monte Netto in Lombardia?
E se nomino Capriano del Colle quanti lo collegano al mondo enologico?
Immaginando la risposta ci ho pensato io e, con la scusa di cantine aperte a San Martino, domenica 13 novembre sono andata in missione per voi nella DOC Capriano del Colle.
Siamo a sud di Brescia, dove l’area protetta si estende per quasi 15 kmq con versanti scoscesi a sud-ovest che costeggiano il fiume Mella. Quest’area è perlopiù destinata alla viticoltura che negli ultimi anni è stata rivalutata da tutte le aziende produttrici che hanno costituito il Consorzio Capriano del Colle doc.
Tra questi Lazzari, produttore di vino dal 1890, con i suoi 8 ettari di proprietà, ha aperto le porte a  tutti gli enoturisti (ed ovviamente anche le bottiglie) per la festa di San Martino.
L’azienda, con la vendemmia 2016 è stata certificata biologica grazie a Davide, il giovane di casa, che crede saldamente nei risultati che si possono ottenere ponendo rispetto alla natura.
Nella zona del Monte Netto la produzione principale sarebbe di uve a bacca rossa (Marzemino, Merlot, Sangiovese e Barbera), ma a casa Lazzari l’essere convenzionali non piace, inserendo così Trebbiano e Chardonnay.
Per non parlare del continuo impegno nel recuperare vecchi vitigni autoctoni.
Un gran lavoro alla base per esprimere al meglio le peculiarità che i terreni argillosi del Monte Netto possono esprimere.
 
FAUSTO, il vino più premiato di casa, è un Bianco da uve Trebbiano di Soave (85%)  e Chardonnay (15%) dedicato al nonno. Esprime al primo impatto note dolci con un’apertura su sentori di agrumi (in particolar modo il pompelmo) affiancate da zolfo e litchi. Dotato un buon livello di acidità e di lunga persistenza con un retrogusto che legherei nuovamente al mondo degli agrumi e magari a ricordi di capperi.
Salendo di livello con una piccola produzione di circa 900 bottiglie di Trebbiano in purezza, vendemmiato dopo il primo attacco botritico ed affinato per 12 mesi metà in acciaio e metà in barrique, BASTIAN CONTRARIO mi  riconduce a delle pesche sciroppate e ad una crema di limoni. Un ingresso in bocca importante, morbido, ma agile e per nulla pesante allo stesso tempo. Rotondo ed armonico con l’acidità in perfetto stile LAZZARI (oserei dire…). Una conferma di litchi del Trebbiano e frutta esotica nel retrogusto.
Dalle uve a bacca rossa nasce ADAGIO, vestito di un rosso intenso con riflessi violacei. Una grande presenza di frutta rossa contornata da erbe aromatiche, peperone verde, pepe nero e chiodi di garofano all’ofatto. La sua essenza si percepisce già al primo sorso, equilibrato, con un tannino verde ben amalgamato nell’insieme alle note dolci, al mirtillo e all’alcolicità. Il ritorno punta alla nota sapida ed il finale è leggermente amarotico. Da scoprire con calma…anzi…adagio.
Oh oh…Non vi ho parlato del Brut Metodo Classico… non appena lo stapperò sarà mia cura aggiornarvi!
#cincin
e…. post-scriptum: lo potete trovare questo week end al Mercato Fivi di Piacenza

Mercato dei vini FIVI

Ormai è questione di giorni.

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Sabato torna l’appuntamento con il Mercato Fivi a Piacenza giunto alla sesta edizione.

Quest’anno il numero di vignaioli presenti cresce del 27%, arrivando a 420. Sarà una tappa obbligatoria per chi ha qualche buchetto da riempire in cantina in attesa delle feste natalizie.

Ci saranno anche quattro degustazioni guidate e condotte direttamente dai vignaioli:

Dal Trentino di Pojer & Sandri al Collio friulano di Edi Keber, dal lombardo Oltrepò Pavese di Lino Maga alla Calabria di Francesco De Franco: ogni terra si racconterà attraverso i vini del suo interprete d’eccellenza.”

Vedremo un po’ quali sorprese scoveremo quest’anno.

See you…

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Mercato dei vini in breve:

Quando: sabato 26 e domenica 27 novembre 2016

Dove: PiacenzaExpo

Orario di apertura al pubblico: Sabato dalle 12.30 alle 19.30 | Domenica dalle 11.00 alle 19.00

Ingresso: € 15.00 comprensivo di catalogo e bicchiere per degustazioni ingresso giornaliero, € 25.00 il biglietto per due giorni.

Ingresso ridotto: € 10.00 per soci AIS – FIS – FISAR – ONAV – AIES e SLOW FOOD – possessori del biglietto della manifestazione MareDivino 2016

(il socio deve mostrare tessera valida dell’anno in corso)

I minorenni non pagano l’ingresso e non possono effettuare degustazioni.

#Degustaincorte

Bollicine indipendenti è stato il quinto appuntamento della serie di incontri #Degustaincorte organizzati sulle colline sopra la città di Verona presso l’Agriturismo San Mattia.

Il tutto ideato dal vignaiolo Giovanni Ederle con la sommelier veronese Corinna Gianesini. Ogni serata focalizzata su un tema specifico, coinvolge esclusivamente vignaioli indipendenti FIVI, come Giovanni.

Lo scorso 10 febbraio, con una chiave di facile interpretazione per tutti gli spettatori appassionati di vino, è stato ripreso da Corinna il metodo di produzione degli spumanti con rifermentazione in bottiglia in 10 passi.

A seguire è iniziata la degustazione guidata con interazioni tra Corinna, i produttori e i winelovers. La scelta mirata di cinque spumanti Brut e Pas dosé del nord est Italia ci ha fatto approfondire la conoscenza delle aziende:

  • CA’ LOJERA Peschiera del Garda VR
  • BALTER Rovereto TN
  • IL MOSNEL Passirano BS
  • ANCILLA Dossobuono di Villafranca VR
  • CASA CECCHIN Montebello Vicentino VI

La matrice di questi cinque calici era la mineralità, seppur provengano da zone e vitigni differenti.

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Entrando nel dettaglio:

CA’ LOJERA

TUR BLANC dosaggio zero 2011 – 36 mesi

100% Turbiana – terreni argillosi

Giallo paglierino intenso con un pérlage fine. Buona l’intensità olfattiva, sentore minerale sbarazzino con ricordi sassosi e metallici, contornato da leggeri accenni di lievito e dal tocco agrumato. Con l’ossigenazione emergono note dolci di nocciola. Il sorso è pieno, caldo e di lunga persistenza, dotato di spiccata acidità in contrasto alla dolcezza percepita al naso; ritornano gli agrumi con accenni di litchi nel sentore retronasale.

BALTER

TRENTO DOC BRUT

100% Chardonnay – 38/39 mesi

Il paglierino vira leggermente al dorato. L’eleganza al naso ti cattura con la mela seguita da note dolci di piccola pasticceria. Dotato di buona freschezza e con un sorso al palato più rotondo.

IL MOSNEL

FRANCIACORTA DOC pas dosé – 36 mesi

Chardonnay – Pinot nero – Pinot bianco di cui 1/3 vini di riserva e 1/3 dello chardonnay vinificato in barrique vecchie.

Qui la tostatura lieve è di contorno al sentore spiccato di mineralità con sentori erbacei in seconda battuta legati alle erbe aromatiche. Ottima l’effervescenza percepita in bocca, discreto finale amarognolo con il ritorno dei ricordi erbacei.

ANCILLA

“A” brut 2011

Blanc de Noir

Scontroso di primo impatto al naso… concedendogli un attimo di ossigeno riscontriamo crema pasticcera, nocciola, bastoncino di liquirizia e leggeri ricordi liquorosi.

Corposo, ben strutturato e lungo. L’avrei assaggiato più volentieri abbinato a una bella scaloppina ai funghi.

CASA CECCHIN

LESSINI DURELLO RISERVA 2009 – 60 mesi

Questa durella spumantizzata è una conferma ogni volta che mi ricapita davanti: lineare e pulito. La mineralità è eccelsa e sprigiona chicche di scorze di agrume caramellate. In bocca l’acidità è aggressiva e la persistenza è ottima. Anche questo poco da aperitivo, ma molto da abbinamento.

 

Si è conclusa in maniera frizzante la danza tra le bollicine con Corinna e Giovanni degustando della polenta abbinata a mille sfiziosità dell’agriturismo.

Complimenti ragazzi per lo sprint e le ottime iniziative.

#cincin