Garganica – Montebello vicentino (VI)

C’è chi va a trascorrere un pomeriggio all’Italia in Miniatura e chi, invece, in un pomeriggio ha approfondito le sfaccettature dell’Italia vulcanica dentro i calici.

Sono tornata in terra vicentina, dove il Consorzio Tutela Vini Gambellara DOC e la Strada del Recioto e dei Vini Gambellara DOC hanno organizzato GARGANICA, ALLA SCOPERTA DEI VINI VULCANI DEL GAMBELLARA DOC.

E non solo, perchè come evidenziato sopra, tra i banchetti di assaggio c’erano tracce rimaste indelebili nella mia mente di etichette di vini di tutta Italia provenienti da zone vulcaniche. Dalla vicinissima SOAVE, all’interprovinciale LESSINI DURELLO, facendo un salto in SARDEGNA per poi ritrovarsi sul VESUVIO o sull’ETNA. Un pot-pourri di emozioni dove il cardine era l’essenza della mineralità al naso, correlata da un’elevata freschezza e da una notevole impronta di sapidità.

L’apice del riassunto “vulcanico” l’ho percepito in queste etichette dove la piacevolezza dell’acqua minerale era superlativa:

  • SOAVE DOC LA CAPELINA 2015 – Cantina Franchetto
  • SEMIDANO DI MOGORO DOC SUPERIORE PUISTÉRIS 2012 – Cantina di Mogoro
  • ETNA BIANCO DOC 2013 – Tenuta Monte Gorna
  • GAMBELLARA CLASSICO DOC 2015 – Az. Agr. Natalina Grandi
  • GAMBELLARA CLASSICO DOC SANTA MARIE 2015 – Az. Agr. Montecrocetta

Un pomeriggio proficuo direi…

#cincin

Marchetto Vini Gambellara

Lo scorso week end Federico Marchetto mi ha aperto le porte dell’azienda di famiglia. Siamo alla terza generazione di questa piccola realtà nel centro della DOC Gambellara che coltiva circa quattro ettari di Garganega su terreno prevalentemente basaltico, di cui tre ettari posizionati in collina e uno in pianura.

Una piccola scoperta emersa sfogliando le varie guide di settore dove tra i grandi nomi spunta sempre qualche vino premiato di piccoli produttori e stavolta ho deciso di concedermi un altro viaggio tra le colline vicentine. In questo caso il fiore all’occhiello di Marchetto è il Vin Santo di Gambellara che viene premiato per l’ottimo equilibrio tra la dolcezza e la freschezza.

Come accennato l’anno scorso nella visita a Menti Vini, il Vin Santo di Gambellara viene tutelato dal progetto seguito dall’università di Verona con il Consorzio di Tutela che ha individuato e codificato il lievito Zygosaccharomyces gambellarensis, utilizzato da tutti i produttori. Quando arriva il momento della torchiatura inoltre viene scelta una cantina dove tutto il Vin Santo delle cantine aderenti al progetto verrà portato e pressato. Per il 2015 è stato selezionato Sordato, l’anno scorso toccava a Menti Vini. Una tradizione che viene portata avanti nell’unione dei produttori e nella valorizzazione di questo prodotto di nicchia.

Chiusa la parentesi del Vin Santo, la Marchetto vini cerca di lavorare l’uva bianca più antica del Veneto senza l’utilizzo di concimazioni chimiche e trattando la vigna con rame e zolfo. A livello solfiti l’obiettivo è mantenerli a circa 50-60 mg/l, molto bassi rispetto il limite di 220mg/l previsto dal Regolamento CE.

E i risultati della loro produzione mi hanno incuriosito parecchio, è stata una vera sorpresa conoscere questo piccolo produttore.

La degustazione inizia dallo SPUMANTE EXTRA DRY 2014, 100% Garganega, che ha fatto la prima fermentazione in acciaio seguita da 50 giorni di seconda fermentazione in autoclave. L’impronta floreale al naso contornata da note dolci era molto decisa. Convincente e pieno anche il perlage con una bollicina abbastanza fine. Mi ha attirato la lunghezza dell’infinita mineralità spinta da un acidità che mi ricordava più un brut. La mandorla amara non l’ho percepita al naso, ma me la sono proprio “mangiata” mentre assaporavo il vino.

Spostando di circa tre settimane la vendemmia (siamo quasi al 10 ottobre contro la metà di settembre per lo spumante), il vigneto più alto in collina, dopo la cernita dei grappoli atti a divenire Vin Santo, darà come frutto il GAMBELLARA CLASSICO DOC CORTE DEI MEI 2014 , che fermenterà in acciaio con continui batonnage delle fecce fini con la massa del vino per conferire al prodotto finale maggiore struttura e profumi più intensi. L’annata 2014 degustata è dotata di un ottimo carattere con una nota minerale al naso più leggera dello spumante. In compenso il citrino dell’agrume spunta immediatamente e in bocca è emersa una pulizia finale intensa; il sorso è molto rotondo e caldo con un retrogusto erbaceo. E’ interessante, a mio parere, farlo sostare in bottiglia ancora per un po’ di tempo per andare a scoprire un calice maggiormente fine ed elegante.

Altra rarità della DOC, prodotta solo da poche cantine, è la versione spumantizzata del Recioto di Gambellara. Qui la prima fermentazione viene fatta in cemento, per poi finire 60 giorni in autoclave per la presa di spuma. Il 2012 mi incanta finemente con fiori d’arancio e ginestre; è dolce ma non invasivo, con un perlage fine e persistente. Nota marcata dell’azienda è l’acidità che ci accompagna notevolmente e piacevolmente nell’assaggio di tutti i prodotti.

Concludiamo con il premiato Vin Santo che ha l’incarico di incantare i degustatori con tutta la lavorazione che viene applicata, dall’appassimento in picai, alla fermentazione naturale con i lieviti autoctoni, il travaso in questo caso in barrique di terzo passaggio per 20 mesi, un po’ di acciaio per decantare e minimo 6 mesi di bottiglia per l’affinamento. Per poterlo trovare sul mercato è necessario aspettare quasi quattro anni cari appassionati di vino.

Il colore ambrato dell’annata 2010 è ancora bello vivo alla vista, la scorza d’arancia candita e il miele caratterizzano la concentrazione dei profumi insieme a sfumature di crema pasticcera.  Come accennato prima, l’equilibrio tra zuccheri e acidi è ottimo e, se non avete mai avuto occasione di conoscerlo, vale la pena provarlo.

Il tour con Federico si è concluso, vista la bella giornata, a passeggio tra i suoi vigneti.

Vi lascio qualche scatto per conoscere cosa mi ha incuriosito particolarmente.

#cincin

DAL MASO e VICENZA: un viaggio enogastronomico

Esterno Cantina

La quinta generazione di Dal Maso ovvero i fratelli Nicola, Anna e Silvia hanno organizzato una serata legata a Vicenza presentandola dal punto di vista gastronomico che culturale in collaborazione con il Presidente del Consorzio Colli Berici, lo chef Francesco autoctono di Zermeghedo e Daniela, guida turistica di giravicenza.it

Viene presentata l’azienda in tutta la sua splendida struttura semicircolare che si affaccia sui vigneti di proprietà nei colli di Selva, nella zona classica della DOC Gambellara.

Suddivisa in tre piani/aree con il piano terra adibito alla produzione e allo stoccaggio, il piano -1 dedicato all’affinamento in legno con le barrique e lo stoccaggio delle vecchie annate ed infine il piano superiore per il fruttaio e la vinsantaia, ovvero ove riposa per un lunghissimo periodo il Vin Santo di Gambellara all’interno dei caratelli di rovere.

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Un’azienda orgoglio per il Consorzio in quanto molto legati al territorio e ai vitigni autoctoni: non solo la Garganega, ma da 25 anni producendo anche nella zona di Lonigo la DOC varietale COLLI BERICI con il Tai Rosso e gli internazionali Merlot e Cabernet.

Ed ecco che così la serata viene condita da un’interessantissima degustazione seguita da un buffet di prodotti tipici preparati con i seguenti prodotti autoctoni: la Verza in composta la Trota dell’Alta Valle, il Formaggio Allevo di Altissimo di “Burlina”, l’orzo e riso di Bagnolo di Lonigo e il Capretto bianco di Gambellara.

I vini selezionati dall’enologo Nicola ci hanno presentato la realtà di Dal Maso dal Gambellara in versione spumante al Recioto di Gambellara passando per le tre versioni del Sig. Tai Rosso (una volta conosciuto come Tocai rosso).

“PRIMIS” SPUMANTE EXTRA DRY – CHARMAT

La garganega si sente a tutto tondo sia al naso che in bocca, viene percepito un bel bouquet floreale con fiori di sambuco. La bocca viene avvolta dalla sapidità e mineralità di questo vino che presenta inoltre una bollicina fine e persistente. Buona la persistenza in bocca.

GAMBELLARA CLASSICO “CA’ FISCHELE” 2014

Solo acciaio – in bottiglia da 1 mese. Cru dell’azienda con un vigneto di circa 4 ettari con basse rese per ceppo, piantato dopo l’era della fillossera in un terreno basaltico argilloso di origine vulcanica. Un degno rappresentante dell’ultima vendemmia con profumi intensi e richiami alla frutta esotica. Fresco e pulito con una bell’acidità e uno splendido impatto con la mineralità data dalla roccia vulcanica.

Spostandoci sui Colli Berici dove la Dal Maso ha 20 ettari ci vengono proposte, come vi ho anticipato prima, le tre versioni prodotte con uvaggio Tai Rosso: TAI ROSSO, MONTEMITORIO e COLPIZZARDA.

“TAI ROSSO” 2014

Come definireste questo colore?

E’ IMG_4165quasi un rosato anche se per il disciplinare è classificato come rosso rubino scarico. Un vino facile e leggero da vigne giovani che producono dai 5 ai 7 kg per ceppo. Una bella frutta rossa e giovane al naso con prevalenza di fragola, ciliegia e marasca. Al palato si presenta molto invitante, di medio corpo, fresco e abbastanza caldo.

“MONTEMITORIO” 2013

Un vino dalla complessità aromatica interessante, con un tannino docile (quasi assente), vinificato in tini aperti con sei follature giornaliere e invecchiamento iniziale in vasche di cemento per un anno per mantenere la tipicità del TAI con i suoi frutti di bosco. Il finale in bocca è prevalentemente legato alla nota sapida. Che dire, una sintesi perfetta del TAI ROSSO.

“COLPIZZARDA” 2012

Anche per questo cru Nicola mantiene la stessa tecnica di vinificazione con le sei follature giornaliere per dodici giorni, ma parte da una vendemmia di uve ben mature.Un vino da lungo affinamento, fine ed elegante, con una buona struttura affiancata da una buona acidità e dal tannino pronunciato.Si passa alla confettura di frutta anche nel retrogusto olfattivo, molto armonico e beverino

“RIVA DEI PERARI” RECIOTO CLASSICO DI GAMBELLARA DOCG 2011

Interessante approccio con la mineralità e la spiccata acidità. Al naso si percepisce la nota minerale, il miele d’arancio e la frutta passita.Notevole al palato con una dolcezza sorretta bene dalla freschezza e dall’acidità.

Se siete curiosi di provare i loro vini, Vinitaly a parte, andate a trovarli…. ne vale proprio la pena!

Magari organizzate un tour con giravicenza.it tra le particolarità e le peculiarità del territorio vicentino e poi andate da Francesco al Ristorante La Marescialla per scoprire le meraviglie autoctone che ci ha proposto…

#cincin degustatori e amanti del buon vino

#viaspettoallaprossima

#salute!

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Le tre versioni di TAI ROSSO
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Lo chef Francesco e Nicola Dal Maso
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Prelibatezza autoctone

Sapore di Vin Santo – Vicenza

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Vorrei proporvi quest’evento molto istruttivo su un Vino che il Consorzio del Gambellara con l’Università di Verona sta promuovendo.