Lambrusco a Palazzo

Lambrusco a Palazzo è una manifestazione pensata per scoprire le peculiarità nel mondo dei Lambruschi.

Le quattro province produttive di Parma, Reggio Emilia, Mantova e Modena si sono riunite lo scorso week end nella splendida cornice del Complesso Monastico Polironiano a San Benedetto Po (MN) con oltre 150 etichette in degustazione.

Un percorso didattico per sfatare i preconcetti legati al nome del Lambrusco, troppo spesso ritenuto un “vinello” di bassa gradazione alcolica, poco strutturato e prodotto in grosse quantità. I ben informati sanno invece che la realtà è diversa, non è possibile produrre poco per un problema fisico della pianta del Lambrusco che perderebbe equilibrio, il frutto non sarebbe corretto e la qualità non all’altezza: avremmo quindi un altro vino. Tra le molteplici varianti di questo prodotto ci sono diverse combinazioni tra tanti vitigni (Salamino, Grasparossa, Maestri, Montericco, Sorbara, Marani, Ancellotta, Benelli, Barghi,Viadanese, Oliva, ecc…) e le differenti zone di produzione che possono essere apprezzate nelle loro caratteristiche di bevibilità e freschezza. Tra un calice e l’altro ho avuto l’opportunità di captare quanto possono essere differenti le espressioni di queste uve e dei loro territori, con un punto di incontro dalle caratteristiche ben precise:

  • colore che vira dal tenue “rosato” del Sorbara a concentrazioni di rubino e viola.
  • profumi particolarmente incisivi di frutta rossa, dalle fragoline alle bacche di bosco.
  • bollicina non invadente che facilita la beva.
  • retrogusto leggermente erbaceo che arriva anche ad un senso di selvaggio, rustico e tradizionale.

Da apprezzare inoltre le sfumature molto invitanti in versione rosata e rifermentato in bottiglia. Con la grande acidità di base che sprigiona la Vite Labrusca i risultati sono da gustare e non da sottovalutare!

Insomma, nessun limite nell’esplorazione per degustare colui che è definito il MADE IN ITALY NEL MONDO, il vino rosso frizzante più conosciuto a livello internazionale.

#cincin

Trento Doc & Emidio Pepe

Non capita tutti i giorni di avere due eventi di questa portata, Bollicine di Montagna al Muse di Trento e il Mercato FIVI a Piacenza. Dire di no era quasi peccato….

Ho deciso pertanto di dedicare la giornata di sabato al paradiso del Trento DOC e domenica invece sono ritornata tra i vignaioli soprattutto per avere il primo approccio con il famoso Emidio Pepe che continua ad essere premiato per il suo Montepulciano d’Abruzzo.

Non ho rinunciato a nulla, cosa chiedere di più?!?

Eccomi a Trento, in una giornata soleggiata, pronta ad entrare nel Trento doc con le sue spumeggianti bollicine metodo classico.

Una piccola realtà con 38 produttori suddivisi in 5 aree di produzione  (Valdadige, Valle di Cembra, Vallagarina, Valle del Sarca, Valsugana e nelle Valli Giudicarie) con il 30% oltre i 2000 m s.l.m e meno di un terzo sotto i 1000 m s.l.m.; immaginate quindi quanto sia difficile poter produrre in una zona così collinare e montuosa (non vi dico che pendenze ci sono in alcune aree vitate). Il lato bello della medaglia è ovviamente l’ambiente con il sole, il vento e i terreni giusti per produrre il 75% di uva bianca (Chardonnay, Pinot grigio e Müller Thurgau) che darà frutto a questi spumanti metodo classico che lasciano senza parole.

Una bella realtà, nulla da dire!

Prima del Muse ho fatto tappa da Cavit, una cooperativa nata nel 1950 che fa a capo a 11 cantine della zona, tutte che effettuano rigorosamente la vendemmia manuale (vista la posizione dei vigneti).

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L’azienda nel 1994, un anno dopo la nascita della DOC Trento si è ampliata con il marchio Altemasi dedicato solo al mondo degli spumanti.

4 bollicine differenti per spaziare nella loro produzione e la mattinata si è così conclusa:

1° Millesimo 2010 

100% Chardonnay – 36 mesi sui lieviti

Un profumo di frutta bianca e agrumi in partenza e il lievito che non contrasta; sentori di glutammato. Corpo asciutto e deciso.

2° Rosé 

Chardonnay e Pinot Nero – 18 mesi sui lieviti

Fermentazione solo in acciaio.

Bouquet di piccoli frutti rossi. Sapore ricco, di buon equilibrio con retrogusto persistente.

3° Pas dosé

60% Chardonnay 40% Pinot Nero – oltre 60 mesi sui lieviti

Che bel prodotto! Seppur il residuo zuccherino sia praticamente zero, non c’è il taglio netto dell’acidità in questo spumante. Bolla persistente, facile da bere che lascia la bocca pulita. Al naso rimane il ricordo della crema pasticciera.

4° Riserva Graal 

70% Chardonnay 30% Pinot Nero – 60 mesi sui lieviti

Che bell’oro carico…. Al naso e in bocca riscontriamo un tocco di liquoroso che dà preziosità al prodotto. Lungo e persistente.

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Spostandomi al MUSE di Trento ho scoperto invece queste proposte interessanti:

Cantina Toblino – Trentodoc Antares Brut Millesimato 2010

100% Chardonnay 40 mesi sui lieviti

Tiratura 12.000 bottiglie

€ 10,80

Endrizzi – Trentodoc brut Riserva Pian Castello 2010

85% Chardonnay 15% Pinot Nero 40 mesi sui lieviti

€ 15

Gaierhof – Trentodoc Siris brut s.a.

100% Chardonnay 36 mesi sui lieviti

€12

Pisoni – Trentodoc Nature Millesimato 2010

100% Chardonnay 40 mesi sui lieviti

14,50€

Revì – Trentodoc Paladino extra brut 2009

100% Chardonnay Bio 50 mesi sui lieviti

35€

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Per il Montepulciano d’Autore di Emidio Pepe Vi racconterò nei prossimi giorni la verticale che il mercato FIVI ha organizzato domenica 30 novembre…

In alto i Calici per le Bollicine Trentine

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TRENTODOC: BOLLICINE SULLA CITTÀ
è un evento organizzato da Camera di commercio I.A.A
Istituto Trento D.O.C
Consorzio vini del Trentino

Dal 27 novembre al 14 dicembre da giovedì a domenica Palazzo Roccabruna propone tre week end
di degustazione della collezione TRENTODOC, per scoprire il metodo classico di montagna, dal sapore inconfondibile, un vero capolavoro della tradizione vitivinicola trentina.

 

Per concludere bene questo novembre o per iniziare in maniera il prossimo dicembre non dovreste proprio perdere quest’occasione.

calici

Spumanti d’Italia@Mogliano veneto

Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano…

Forse come i fantastici spumanti: parti da un prosecco per aperitivo, pasteggi con un fermo, concludi il pasto con un vino dolce e dopo un po’, magari sei ancora a tavola e pensi….. e se ci bevessimo un pàs dosè? giusto per pulire il palato?!?!

Io e tanti miei amici di “bevute” la pensiamo così!… e voi?

Beh a parte il pensiero del giorno, volevo raccontarvi dell’evento BOLLICINE D’ITALIA tenuto gli scorsi 5 e 6 ottobre a Villa Braida – Mogliano Veneto TV; una manifestazione legata a tutte gli spumanti d’Italia sia metodo classico che charmat.

Ma ricordiamo cos’è lo spumante: si definisce vino spumante un vino caratterizzato, all’atto della stappatura, dalla produzione di spuma più o meno persistente.
I principali vitigni utilizzati per fare questa tipologia di vino sono Pinot nero, Pinot bianco, Pinot Meunier e lo Chardonnay oltre al Moscato bianco, ovviamente per il caso dell’Asti spumante DOCG molto importante nel Piemonte, ma negli anni sono stati sperimentati con dei buoni risultati altri vitigni.
Quando la tecnica di produzione prevede la rifermentazione in bottiglia si parla di metodo classico (v. Ca’ Del Bosco e Berlucchi) se invece il processo avviene autoclave parliamo di Charmat.
E chi sono i responsabili di questa fantastica fermentazione? Ovviamente i lieviti che, trasformandosi in alcool e anidride carbonica successivamente sia in bottiglia che in autoclave, provocano la “presa di spuma”.

Tornando a noi BOLLICINE D’ITALIA era suddivisa in tre aree ma i produttori purtroppo erano posizionati in disordine, non in zone ben definite secondo le DOC.
Partendo con un’idea precisa, ovvero di ampliare le conoscenze delle Langhe, del Trento doc per continuare con altre realtà del Franciacorta e chiudendo con qualche vitigno particolare non sempre facile da scovare è stato un po’ un peccato questa disposizione. Ma tranquilli, di sicuro non mi ha fermato questo “inconveniente” e il risultato è questo:

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Bollicine su Trento.

Oggi riporto un altro evento nel mondo delle Bollicine metodo classico.

Dall’Alto Adige ci si sposta a Trento…..

<<“Bollicine su Trento. Incontri e suggestioni con sua eccellenza Trentodoc”. L’evento, organizzato dall’Ente camerale e dalla Provincia Autonoma di Trento, in collaborazione con Trentino Marketing, l’Istituto TRENTO DOC e con la partecipazione delle Strade del Vino e dei Sapori del Trentino, è l’occasione privilegiata per degustare le bollicine di montagna in compagnia di produttori, chef, sommelier, operatori dei media e consumatori. La proposta principale è naturalmente rappresentata dalle degustazioni: in abbinamento al Trento doc sarà possibile degustare le espressioni più tipiche della montagna trentina. Per sottolineare il perfetto connubio di sapori fra vino e gastronomia, Palazzo Roccabruna ospiterà ogni sabato e domenica “A tavola con il Trentodoc”, con gli chef trentini che si cimenteranno in menù di territorio, reinterpretati con originale creatività. Per chi intenda approfondire i temi della manifestazione, la rassegna propone un irresistibile programma di laboratori del gusto, condotti da esperti ed enologi delle stesse cantine spumantistiche, oltre a due originali approfondimenti curati dalle sezioni AIS ed ASPI del Trentino, intitolati “Ballerine o tacco 12? Ad ogni prodotto la sua bollicina” e “A tutto tondo, a tutto pasto: istruzioni per l’uso”. Per chi ama le atmosfere da cantina, Palazzo Roccabruna apre al pubblico il proprio scrigno sotterraneo invitando il pubblico in un percorso alla scoperta delle fasi produttive dello spumante, iniziativa denominata “Come nasce il Trentodoc?”. L’evento si allarga dalla città al territorio grazie al contributo delle Strade del vino e dei sapori del Trentino che organizzano “Trentodoc on the road”, un fitto programma di iniziative realizzate con la collaborazione di agritur, ristoranti, wine bar, alberghi, cantine e rifugi in quota.>>

Bollicine su Trento 2012