Gentili – Caprino veronese (VR)

È ormai conclusa la potatura anche nell’AZIENDA GENTILI, visitata qualche giorno fa a Caprino Veronese, tra il Monte Baldo e le Colline Moreniche, a ridosso del Lago di Garda.
L’azienda vitivinicola, con circa cinquanta ettari di terreno vitato, è nata alla fine degli anni Settanta con la produzione di vino da vendere sfuso. Dal 2010 Enrico ed Elisa (che hanno ereditato l’azienda del padre) hanno iniziato a posizionarsi sul mercato anche con delle loro etichette.
Le denominazioni Bardolino e Chiaretto di Bardolino coprono la maggior parte della produzione, affiancate da un Bianco IGT con uva Trebianél, un Pinot Grigio e due cru della linea “San Verolo”.

Una parte dei vigneti è a corpo unico, accanto alla corte antica che funge da azienda, e presenta delle pergole storiche di Corvina che hanno un sesto d’impianto con distanze di circa 5 metri, non meccanizzabili, su un terreno limoso-argilloso con pochi ciottoli.
Sulle Colline Moreniche, vicino Costermano, dove il suolo è più ricco di sabbia e ghiaia, è stato invece piantato un vigneto a guyot nell’anno 2000.
Il lavoro in vigna durante l’anno ed i risultati delle due diverse tipologie di vigneto sono un costante elemento di studio per Enrico che non è ancora pienamente arrivato ai “prodotti che vorrebbe”: sta testando il sovescio da qualche anno, ha omesso l’utilizzo del diserbo, ha ridotto le dosi di bentonite e recentemente ha sposato anche i vitigni resistenti PIWI. Un insieme di elementi per raggiungere il suo obiettivo di TORNARE INDIETRO nella metodologia di coltivazione e produzione e FERMARE IL TEMPO gustandosi dei vini prodotti puntando sulla qualità piuttosto che sulla quantità. “Bisogna far convivere la natura e la buona tecnica, senza eccedere negli interventi” afferma durante la nostra passeggiata in vigna.

Scendendo poi nel sottoterra della cantina, ho avuto modo di condividere emozioni e diverse espressioni sugli esperimenti in vasca. La leggerezza di questi giovani e potenziali vini collima con l’assaggio delle etichette presenti ad oggi sul mercato, dal packaging pulito ed elegante.
Stranamente si parte con il BARDOLINO DOC CHIARETTO 2018, imbottigliato soltanto da due settimane. E’ un vino rosa (cit. Angelo Peretti) che Enrico definisce “spettinato”. Acidità e sapidità in prevalenza, croccantezza a pieno, di buon corpo, morbido e persistente. Manca poco per assestarsi completamente. Corvinone, Rondinella e Molinara di un vecchio vigneto mai irrigato, un filare impalcato ad arco, senza traversine, ove i tralci vengono legati ai fili e i germogli creano una sorta di cespuglio. Grappoli sempre indietro con la maturazione in quanto coperti dalle foglie che li proteggono dal sole. Sosta quattro mesi con le fecce fini (Batonnage) per evitare diversi travasi e per maneggiarlo il meno possibile.
L’invecchiamento di questo Chiaretto, nel primo anno di vita in bottiglia, punterà ad un frutto molto fresco. Dal quarto anno circa sembra rinasca con una nuova veste: tutto da scoprire e forse ci si deve pure scommettere. D’altronde le barriere nei confronti dei vini rosati o rosa spesso hanno ancora troppi limiti da abbattere. Forse è arrivato il momento di prenderne una bottiglia e metterla da parte in cantina?

Secondo step, il TREBIANÉL annata 2017. Uva poco conosciuta, easy to drink, piacevole e stimolante sia al naso che in bocca per la freschezza che presenta. Solo 11.5°, vecchia storia…un bianco ritrovato che profuma di miele, un po’ amarotico, permane in bocca e stimola la beva.
Tra i tanti progetti in corso, tra qualche mese, il Trebianél avrà una seconda veste rifermentato in bottiglia con i lieviti.

Il BARDOLINO DOC 2017 ha quell’intensità di colore leggermente sfumata del Pinot Nero di Borgogna, seppur più lucente e solare.
Ribes rosso, leggere erbe aromatiche e fiori secchi, punta di gesso e polvere finale. Un sorso amarognolo, leggermente astringente, le gengive stridono e la lingua è finemente velata. Ma tutto poi comincia a salivare, un secondo assaggio è d’uopo, ritorna importante e fruttato.

Un salto di qualità per i SAN VEROLO 2016 e 2015. Il più giovane (per modo di dire) è composto da un 70% di Corvina e un 30% di Sangiovese. Maraschino, rosa, quella parta leggermente alcolica e legnosa da whisky, fruttato e balsamico da erbe officinali, con piccoli accenni di crema. Quasi una diluizione in bocca ma con acidità spiccata. I profumi attirano, il sorso ancor di più.
Il 2015 invece è un fifty-fifty delle due uve ed è tutta frutta: succo di mirtillo, ciliegia e melograno. La freschezza emerge, tannino elegante e una pulizia molto interessante. Nulla di pesante da sorseggiare, un buon calice da abbinamento e da convivialità.
Due cru di Bardolino da rispettare: eleganti, puliti e per niente “vecchi”. Ben venga l’invecchiamento di questo vino lacustre, purtroppo spesso svalutato e “sbevazzato” nel primo anno di vita.

L’aspirazione e la voglia di fare di Enrico sono da apprezzare ed i suoi vini, tra il lago e la montagna, sono sicuramente interessanti, facili da abbinare e Gentili (di nome e di fatto) con chi li degusta e, sempre più, con la natura.

#cincin

Villa Calicantus by night 

Non vedevo l’ora di partecipare alla serata organizzata da Daniele nelle notti di luna piena.

Ieri sera ci siamo affidati a lui per scoprire la sua piccola realtà di quasi 2 ettari nell’entroterra del Lago di Garda.

Siamo a Calmasino, terra vocata per la produzione di Bardolino e Bardolino Chiaretto. Nel caso di Daniele il tutto viene concepito secondo la biodinamica e soprattutto uscendo dagli standard puntando ai risultati che la terra, le uve e l’annata gli offrono. Ogni anno per lui il risultato sarà differente, ma intrigante.

Prodotti unici dal carattere definito.

Prima tappa del tour nei sotterranei della casa di famiglia per conoscere i “neonati” in affinamento dentro le botti. A seguire il ristoro km zero con prodotti della casa abbinati ai vini attualmente in commercio. Terza tappa, armati di pile, sulla collina sopra la corte per la splendida passeggiata tra gli appezzamenti.

Il sovescio regnava concedendoci visuali “selvagge” su Calmasino e il Lago di Garda visti dall’alto.

Ci siamo sentiti a casa… Buon cibo, ottimo vino, vista romantica sul Lago con la luna piena e un padrone di casa che ci ha accolti a braccia aperte!

Splendido evento “homemade”!

Vigneti Villabella e i classici vini veronesi

Due famiglie con un unico obiettivo: selezionare i vigneti più caratteristici della loro proprietà per ogni singolo vino classico del territorio veronese creando una nuova linea di prodotti per consumatori più raffinati.

Così le due famiglie Delibori e Cristoforetti nel 1971 fondarono Vigneti Villabella a Calmasino (VR), nel cuore della zona classica del Bardolino.

Visitando l’azienda nei giorni scorsi mi sono rimaste impresse due cose fondamentali:

  • il controllo del mosto secondo i concetti di IMMEDIATEZZA – VELOCITÀ – TEMPERATURA considerando che l’uva viene scaricataIMG_6691, passata nelle presse soffici dove il mosto viene raffreddato a 5° per preservare i profumi e trasferita nei tank al massimo in venti minuti; tutto alla luce del sole. Perché qui i tank refrigerati, non stanno solo in cantina, ma anche all’esterno (con vista vigneto);
  • la loro ottica nei confronti del LEGNO. Entrando in barricaia solitamente vedi barrique di una tipologia di legno e di un solo produttore; da Villabella invece scopri che oltre alle differenti tostature, ci sono molte varietà di legno e diverse aziende produttrici. Strano no?!

Un mélange naturale del vino tra le varie marche e tipologie di tostatura nelle barrique per avere una media speziatura che sia standard in tutti i vini come prima sosta; successivamente ogni prodotto ha la sua botte specifica di riferimento per la seconda sosta di affinamento.

Il giro continua nei sotterranei a vedere le botti storiche utilizzate per i grandi vini rossi e successivamente il tour prosegue in un luogo magico: Villa Cordevigo, un’antica dimora patrizia del ‘700 circondata da una tenuta di quasi cento ettari di vigneti e oliveti.

Guardate che meraviglia questo Relais:

Rifugiandoci nella Cantinetta della proprietà per fuggire dal caldo torrido di quest’estate abbiamo iniziato la degustazione con il BARDOLINO CHIARETTO Classico DOC nelle tre versioni proposte dall’azienda: due in versione ferma annata 2014 e uno spumante charmat lungo 6 mesi.

Il primo presenta il nuovo colore selezionato dal disciplinare di produzione che caratterizzerà dalla prossima annata tutti i Chiaretto, quella pennellata di color litchi, un rosa antico che ricorda sempre più lo Champagne rosè. Corvina e Rondinella con 9h di macerazione sulle bucce, solo acciaio. Che dire…. Buongiorno frutta!! Ottimo come aperitivo, questo Chiaretto abbastanza caldo ha un’entrata morbida e una spiccata acidità.

La seconda proposta con le medesime uve è un Cru con 12h di macerazione. Una chicca per palati più fini, fresco, equilibrato, al naso risulta più minerale e il frutto ritorna in bocca.

Lo spumante dalla bollicina sottile è in linea con il primo prodotto a livello olfattivo. La bocca rimane pulita, buona l’acidità e la leggera sapidità.

L’aperitivo è finito, adesso passiamo ai vini rossi…

BARDOLINO DOC VIGNA MORLOGNO 2013

6 mesi in botte grande 50hl rovere di Slavonia, CORVINA – RONDINELLA – CORVINONE. Un esplosione di frutti rossi contornata da una leggera speziatura. Buona struttura con la morbidezza che ti incanta, seguita da un bel tocco di acidità. Ossigenandolo un po’ la nota speziata si amplifica ed emerge anche l’erbaceo.

VALPOLICELLA RIPASSO Classico Superiore 2013

Macerazione con le bucce dell’Amarone – 3 mesi di passaggio in barrique e poi nella sua botte. CORVINA – RONDINELLA – MOLINARA. Molto complesso anche questo Ripasso con frutto rosso intenso sia al naso che al palato; note dolci di chiodi di garofano e cannella. Il sorso è fine ed equilibrato con un buon rapporto tra morbidezza, alcool e freschezza. Mi rimane in bocca questa nota dolce caramellata, spettacolo!

AMARONE DELLA VALPOLICELLA CLASSICO 2008

Presentato all’ultimo Vinitaly, quest’Amarone viene prodotto con le uve di due conferitori della zona classica della Valpolicella. Un’impronta importante di ciliegia matura, una confettura di frutta seguita da note di liqurizia e muschio. Morbido e fresco, con un leggero tannino contornato dalla morbidezza e l’eleganza di questo vino che si apprezza facilmente in quanto ben strutturato ma non di eccessiva importanza al palato. “L’alcool c’è, ma non si nota”.

Una pausa di riflessione nel parco della Villa e poi il gioco alla scoperta di Villabella prosegue al ristorante. Continua la degustazione con il LUGANA 2014: facile, immediato e molto beverino con caratteristiche organolettiche tipiche del bianco più conosciuto nel basso Lago di Garda. Freschissimo, non aggiungerei altro… è perfetto!

VILLA CORDEVIGO BIANCO 2011 e il suo oro 18 carati!

100% Garganega con tre settimane di surmaturazione in solai. Spicca la camomilla, il miele e l’indimenticabile mineralità.

VILLA CORDEVIGO ROSSO 2008

60% CORVINA 20% CABERNET 20% MERLOT. Vino equilibrato, con un buon tenore di alcool. Al naso esce la ciliegia sotto spirito con tracce di confettura. Morbido al palato con un taglio omologato tra freschezza e tannino.

AMARONE FRACASTORO 2005

E’ tutto equilibrato, nulla esce dal coro. Non mi permetto di esprimerlo, ma lascio a voi la possibilità di conoscerlo!

Ecco, non ho mai nominato l’altra varietà di uva autoctona della Valpolicella, l’OSELETA

Vigneti Villabella ha deciso di non utilizzarla solo per dare il nome al ristorante del relais, ma bensì per creare la chicca che cercavo, il 100% Oseleta prodotto solo in bottiglie magnum e con una tiratura esclusivissima di n°800 pezzi.

Devo solo attendere che ne aprano una la prossima volta così vi potrò riaccompagnare in questo splendido luogo incantato!

Siate fiduciosi…. #cincin

http://www.vignetivillabella.com

Anteprima Chiaretto e Bardolino

E’ giunto il momento di respirare aria di primavera che apre le porte all’ultima vendemmia 2014.
Perchè allora non approfittare dell’Anteprima Chiaretto e Bardolino che si terrà domenica 8 marzo in Dogana Veneta a Lazise (VR)?IMG_3900
Ci sarà l’opportunità di provare anche i rosati del Salento nella sala civica accanti.

Queste sono le aziende partecipanti per il Bardolino:

Adami Aldo

Fulvio Benazzoli
Bergamini
Bolla
Vinicio Bronzo
Cà Bottura
Cà dei Colli
Cantina Caorsa
Cantina Castelnuovo del Garda
Cantina Valpolicella Negrar
Casaretti
Alessandra Castellani
Cavalchina
Gerardo Cesari
Corte Gardoni
Corte Gioliare
Costadoro
Frezza
Gentili
Giuseppe e Giampietro Girardi
Girasole
Guerrieri Rizzardi
Il Pigneto
La Bagatta
La Cà
Lamberti
Le Fraghe
Le Ginestre
Le Muraglie
Le Tende
Le Vigne di San Pietro
Lenotti
Marcello Marchesini
Monte del Frà
Monte Oliveto
Lorenzo Morando
Giorgio Poggi
Raval
Dante Righetti
Enzo Righetti
Roccolo del Lago
Roeno
Sartori
Giovanna Tantini
Tenuta La Presa
Tinazzi
Tre Colline
Valetti
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