Diamoci un taglio cara Garganuda!

Ritorno a Montecchia di Crosara, nella terra vulcanica del Monte Calvarina, dal mio amico pazzerello Andrea che mi ha richiamato all’ordine per godermi la potatura delle sue vigne vecchie di oltre 40 anni.

Dopo un’annata piuttosto difficile caratterizzata da freddo in fioritura, bombe d’acqua, acinellatura ed infine da peronospora, si riprendono in mano le vigne iniziando dalla potatura.

Andrea nel vigneto segue il metodo biodinamico e, come si vede dalle foto, per i tagli più “grandi” utilizza un cicatrizzante naturale a base di corno letame (preparato 500) e propoli.

E’ uno dei pochissimi produttori del mondo del Soave che fermenta il suo vino con lieviti indigeni, senza stabilizzarlo nè filtrarlo! Solitamente la sua Garganuda non supera i 40mg/L di solforosa… un concentrato di garganega che sa di camomilla in soli 11 gradi alcool.

Adesso non ci resta che attendere aprile per i trattamenti a base solamente di rame e zolfo sperando che la stagione 2017 regali una #garganudavulcano (quest’anno si chiamerà così) che ci possa emozionare.

Buon lavoro Andre!

Garganica – Montebello vicentino (VI)

C’è chi va a trascorrere un pomeriggio all’Italia in Miniatura e chi, invece, in un pomeriggio ha approfondito le sfaccettature dell’Italia vulcanica dentro i calici.

Sono tornata in terra vicentina, dove il Consorzio Tutela Vini Gambellara DOC e la Strada del Recioto e dei Vini Gambellara DOC hanno organizzato GARGANICA, ALLA SCOPERTA DEI VINI VULCANI DEL GAMBELLARA DOC.

E non solo, perchè come evidenziato sopra, tra i banchetti di assaggio c’erano tracce rimaste indelebili nella mia mente di etichette di vini di tutta Italia provenienti da zone vulcaniche. Dalla vicinissima SOAVE, all’interprovinciale LESSINI DURELLO, facendo un salto in SARDEGNA per poi ritrovarsi sul VESUVIO o sull’ETNA. Un pot-pourri di emozioni dove il cardine era l’essenza della mineralità al naso, correlata da un’elevata freschezza e da una notevole impronta di sapidità.

L’apice del riassunto “vulcanico” l’ho percepito in queste etichette dove la piacevolezza dell’acqua minerale era superlativa:

  • SOAVE DOC LA CAPELINA 2015 – Cantina Franchetto
  • SEMIDANO DI MOGORO DOC SUPERIORE PUISTÉRIS 2012 – Cantina di Mogoro
  • ETNA BIANCO DOC 2013 – Tenuta Monte Gorna
  • GAMBELLARA CLASSICO DOC 2015 – Az. Agr. Natalina Grandi
  • GAMBELLARA CLASSICO DOC SANTA MARIE 2015 – Az. Agr. Montecrocetta

Un pomeriggio proficuo direi…

#cincin

La Cappuccina – 30 anni di BIOLOGICO

30 anni di natura, 30 anni di filosofia, 30 anni di duro lavoro per avere dei vini semplici e puliti che descrivono in maniera egregia il territorio di Soave.

Siamo nella frazione di Costalunga a Monteforte d’Alpone, zona classica della DOC Soave, dove il basalto fa da padrone regalando mineralità e sapidità.

Domenica 3 aprile l’azienda vitivinicola La Cappuccina ha organizzato un open day per festeggiare 30 anni di agricoltura biologica.

La giornata è stata caratterizzata dalla sinergia tra la natura con le vigne in fase di germogliamento, il buon cibo, le dolci note di un violino che ci accompagnavano in tutte le tappe ed i calici di vino.

La scoperta delle quattro etichette Filos, il neo arrivato Soave 2015, San Brizio e Arzimo hanno coccolato clienti e winelovers durante tutto l’evento.

Un ringraziamento speciale per questa splendida giornata allegra e conviviale.

Avete trasmesso appieno quali sono i vostri valori immergendoci nella vostra natura.

Tanti Auguri La Cappuccina per i vostri primi 30 anni di agricoltura biologica!

Vini Casarotto – Benvenuto 36! – Montecchia di Crosara (VR)

I “mordi e fuggi” in cantina la domenica mattina sono sempre attraenti; se poi sei fortunato e trovi vini interessanti cosa voler di più per un amante del bere bene?

Destinazione Montecchia di Crosara (VR), zona doc del Soave.

Vini Casarotto è una piccola azienda a conduzione familiare con 15 ettari sparsi tra le doc Soave, Arcole e Lessini Durello, gestita da Luigi e dalla sorella, giunti alla terza generazione di questa realtà.

Dopo il Soave Versus di settembre sono andata a trovarli per la nascita del nuovo spumante riserva metodo classico Lessini Durello 36 mesi.

Prima di conoscere il neonato abbiamo iniziato la degustazione con lo charmat lungo 100% Durella 2014. Uno spumante dal perlage fine e persistente con un ingresso molto delicato in bocca, la sensazione netta del limone è immediata e di lunga persistenza, ma non aggressiva. Ottimo aperitivo che stuzzica l’appetito.

Procediamo con una tappa di degustazione nella piena zona classica del Soave, a Fittà, con un bel terreno vulcanico. Vigne di Fittà 2014 100% Garganega, solo acciaio, rispecchia appieno l’essenza del terroir con sentori fruttati di pesca e agrumi affiancanti da una notevole traccia di mineralità. Il sorso è carico di freschezza e sapidità contornato da una buona morbidezza. Lungo e deciso.

Ecco che si stappa una delle sole 650 bottiglie prodotte di questo Durello brut dal tocco floreale delicato con accenni al gelsomino. I lieviti sono protagonisti in seconda battuta olfattiva, ma è da notare come ammorbidiscono bene in bocca il citrino della Durella. Assaggiando questo vino abbiamo avuto la sensazione di mangiare dei chicchi d’uva con questo incrocio di acidità e dolcezza del residuo zuccherino. Perlage elegante con effetto setoso e pieno in bocca. Vorrei proprio provarlo abbinandolo a qualche erborinato leggero, da testare direi… (sempre che Luigi non finisca a breve le bottiglie!)

In chiusura siamo stati un po’ alternativi con un Passito rosso 2011 13,5% solo acciaio con uve Cabernet Sauvignon, Merlot, Corvina e Rondinella poste in appassimento fino a dicembre. Una volta pronto il vino, rimane sei mesi in affinamento in bottiglia. Morbido e con una bella nota acida ancora presente. Cosa mi ha attratto di questo vino? La sua particolarità è guardarlo ed annusarlo, convincendoti di aver a che fare con un vino secco con questa confettura di ciliegia matura… poi lo bevi e ti ritrovi questo passito da gustarti in fase meditativa interessante ed attraente.

La ricerca della qualità nel loro piccolo viene affrontata ogni giorno e la voglia di conquistare i palati si vede in quello che fanno!

Buon lavoro Luigi e grazie per l’aperitivo domenicale!

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Le Battistelle – Soave classico DOC

Con l’arrivo della primavera sono partita con le passeggiate per vigneti innanzitutto per vedere cosa sta combinando la natura tra il pianto del tralcio e la nascita delle gemme e poi, non lo nego, per ammirare paesaggi stupendi che ti lasciano a bocca aperta.

E così è stato, andando a trovare Gelmino e Cristina Dal Bosco dell’azienda Le Battistelle a Brognoligo, zona antica e classica del Soave DOC che da pochi anni hanno deciso di intraprendere il passaggio da conferitori all’avventura di vinificatori per poi diventare imbottigliatori.IMG_4656

I nove ettari di proprietà distribuiti sulle colline intorno all’azienda presentano un chiaro esempio di viticultura eroica per le situazioni estreme di pendenza dei vigneti che impediscono all’uomo di utilizzare il trattore gestendo il tutto a mano come ai vecchi tempi trasportando le ceste di uva, in fase di vendemmia, giù dai pendii a piedi.

Una volta il trasporto dell’uva vendemmiata veniva effettuato con l’utilizzo della vecchia “Gerla”, ora diventato il logo dell’azienda.

L’unica tipologia di uva coltivata è la Garganega che Le Battistelle presenta sul mercato con tre etichette MONTESEI – BATTISTELLE – ROCCOLO DEL DURLO per presentare la differenziazione del risultato di quest’uva secondo le condizioni pedoclimatiche e il terreno dei tre vigneti facendoli fermentare sempre a basse temperature in tank di acciaio refrigerate.

Durante la visita con la Sig.ra Cristina siamo andate prima nel micro-vigneto più estremo per la pendenza dove tutto il lavoro in vigna viene effettuato esclusivamente a mano (non si può immaginare la fatica per gestire al meglio queste viti). Successivamente ci siamo spostate nell’antichissimo vigneto ROCCOLO DEL DURLO, il boschetto di famiglia con il vecchio “capanno” dove i nonni del Sig. Gelmino, negli anni sessanta, passavano i momenti di relax con una vista a 360° sulle colline della zona classica.

Ai piedi di questa collina con rocce basaltiche e un ricchissimo sottosuolo, troviamo il vigneto eroico con viti pre-fillossera di oltre 150 anni che potrete ammirare nella loro maestosità del piede.  IMG_4675  IMG_4674

La visita di questi vigneti mi ha dato l’opportunità di cogliere quanta fatica ci sia dietro un bicchiere di vino che solo in pochi al giorno d’oggi riescono a capire…

Un vino, soprattutto in zone come queste, è frutto di un lavoro talmente preciso e faticoso che, quando hai l’opportunità di degustarlo, bisognerebbe un attimo fermarsi a conoscerlo prima di giudicarlo.

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Successivamente ho avuto l’opportunità di assaggiare i tre vini dell’azienda partendo da un confronto tra un MONTESEI 2013 e un 2014.

La nuova annata, appena imbottigliata, descrive a pieni voti quello che per me è un Soave beverino che non stanca. Un’ondata floreale con ricordi di gelsomino ti colpisce d’impatto al naso mentre in bocca l’entrata è morbida e fresca con un finale salino. Questa spiccata mineralità è innanzitutto percepibile al naso con note lunghe e persistenti di pietra focaia e gesso. Un vino equilibrato e armonico. Il 2013 invece possiamo definirlo pronto-maturo con maggiore corpo ed eleganza in bocca. L’evoluzione di questo vino è a un buon punto, ma può avere ancora tanto futuro (anche se esce dai canoni del Soave secondo Gelmino e Cristina). Al naso si percepisce la mineralità seguita dalla tipica nota di mandorla amara.

Passando a LE BATTISTELLE 2013, dove il terreno è solo roccia basaltica, abbiamo di fronte il vino più puro dell’azienda, forse il più difficile da capire per i palati poco esperti.

Al naso sentori di fiori bianchi e frutta gialla. Beverino e abbastanza caldo ma con una bellissima struttura e ampiezza in bocca. Un finale pulito, piacevole ed elegante.

Per finire ROCCOLO DEL DURLO 2013, premiato Medaglia d’argento al Cervim con l’annata 2012, con un bouquet che passa alla frutta matura ed esotica contornato dai sentori minerali alla tipica frutta secca e mandorla amara. Una persistenza lunga in bocca che lascia un buon ricordo. Buona la struttura.

Adesso vi lascio un po’ di foto della mia prima passeggiata primaverile che spero possa catturare la vostra attenzione e curiosità.

Le porte di Gelmino e Cristina sono aperte a tutti…andate a scoprire il loro mondo “eroico”.

#cincin