Mercato dei vini FIVI

Ormai è questione di giorni.

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Sabato torna l’appuntamento con il Mercato Fivi a Piacenza giunto alla sesta edizione.

Quest’anno il numero di vignaioli presenti cresce del 27%, arrivando a 420. Sarà una tappa obbligatoria per chi ha qualche buchetto da riempire in cantina in attesa delle feste natalizie.

Ci saranno anche quattro degustazioni guidate e condotte direttamente dai vignaioli:

Dal Trentino di Pojer & Sandri al Collio friulano di Edi Keber, dal lombardo Oltrepò Pavese di Lino Maga alla Calabria di Francesco De Franco: ogni terra si racconterà attraverso i vini del suo interprete d’eccellenza.”

Vedremo un po’ quali sorprese scoveremo quest’anno.

See you…

___________

Mercato dei vini in breve:

Quando: sabato 26 e domenica 27 novembre 2016

Dove: PiacenzaExpo

Orario di apertura al pubblico: Sabato dalle 12.30 alle 19.30 | Domenica dalle 11.00 alle 19.00

Ingresso: € 15.00 comprensivo di catalogo e bicchiere per degustazioni ingresso giornaliero, € 25.00 il biglietto per due giorni.

Ingresso ridotto: € 10.00 per soci AIS – FIS – FISAR – ONAV – AIES e SLOW FOOD – possessori del biglietto della manifestazione MareDivino 2016

(il socio deve mostrare tessera valida dell’anno in corso)

I minorenni non pagano l’ingresso e non possono effettuare degustazioni.

2 risposte a “Mercato dei vini FIVI”

  1. […] Nicola è stata una delle scoperte del #mercatofivi 2016, da non […]

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  2. […] Lazzari – Capriano del Colle (BS) 23 novembre 2016 Quanti di voi conoscono il Parco Agricolo Regionale del Monte Netto in Lombardia? E se nomino Capriano del Colle quanti lo collegano al mondo enologico? Immaginando la risposta ci ho pensato io e, con la scusa di cantine aperte a San Martino, domenica 13 novembre sono andata in missione per voi nella DOC Capriano del Colle. Siamo a sud di Brescia, dove l’area protetta si estende per quasi 15 kmq con versanti scoscesi a sud-ovest che costeggiano il fiume Mella. Quest’area è perlopiù destinata alla viticoltura che negli ultimi anni è stata rivalutata da tutte le aziende produttrici che hanno costituito il Consorzio Capriano del Colle doc. Tra questi Lazzari, produttore di vino dal 1890, con i suoi 8 ettari di proprietà, ha aperto le porte a  tutti gli enoturisti (ed ovviamente anche le bottiglie) per la festa di San Martino. L’azienda, con la vendemmia 2016 è stata certificata biologica grazie a Davide, il giovane di casa, che crede saldamente nei risultati che si possono ottenere ponendo rispetto alla natura. Nella zona del Monte Netto la produzione principale sarebbe di uve a bacca rossa (Marzemino, Merlot, Sangiovese e Barbera), ma a casa Lazzari l’essere convenzionali non piace, inserendo così Trebbiano e Chardonnay. Per non parlare del continuo impegno nel recuperare vecchi vitigni autoctoni. Un gran lavoro alla base per esprimere al meglio le peculiarità che i terreni argillosi del Monte Netto possono esprimere.   FAUSTO, il vino più premiato di casa, è un Bianco da uve Trebbiano di Soave (85%)  e Chardonnay (15%) dedicato al nonno. Una piccola produzione di circa 900 bottiglie che esprime al primo impatto note dolci, con un’apertura su sentori di agrumi (in particolar modo il pompelmo) affiancate da zolfo e litchi. Dotato un buon livello di acidità e di lunga persistenza con un retrogusto che legherei nuovamente al mondo degli agrumi e magari a ricordi di capperi. Salendo di livello con un Trebbiano in purezza, vendemmiato dopo il primo attacco botritico ed affinato per 12 mesi metà in acciaio e metà in barrique, BASTIAN CONTRARIO mi  riconduce a delle pesche sciroppate e ad una crema di limoni. Un ingresso in bocca importante, morbido, ma agile e per nulla pesante allo stesso tempo. Rotondo ed armonico con l’acidità in perfetto stile LAZZARI (oserei dire…). Una conferma di litchi del Trebbiano e frutta esotica nel retrogusto. Dalle uve a bacca rossa nasce ADAGIO, vestito di un rosso intenso con riflessi violacei. Una grande presenza di frutta rossa contornata da erbe aromatiche, peperone verde, pepe nero e chiodi di garofano all’ofatto. La sua essenza si percepisce già al primo sorso, equilibrato, con un tannino verde ben amalgamato nell’insieme alle note dolci, al mirtillo e all’alcolicità. Il ritorno punta alla nota sapida ed il finale è leggermente amarotico. Da scoprire con calma…anzi…adagio. Oh oh…Non vi ho parlato del Brut Metodo Classico… non appena lo stapperò sarà mia cura aggiornarvi! #cincin e…. post-scriptum: lo potete trovare questo week end al Mercato Fivi di Piacenza […]

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