Le Battistelle – Soave classico DOC

Con l’arrivo della primavera sono partita con le passeggiate per vigneti innanzitutto per vedere cosa sta combinando la natura tra il pianto del tralcio e la nascita delle gemme e poi, non lo nego, per ammirare paesaggi stupendi che ti lasciano a bocca aperta.

E così è stato, andando a trovare Gelmino e Cristina Dal Bosco dell’azienda Le Battistelle a Brognoligo, zona antica e classica del Soave DOC che da pochi anni hanno deciso di intraprendere il passaggio da conferitori all’avventura di vinificatori per poi diventare imbottigliatori.IMG_4656

I nove ettari di proprietà distribuiti sulle colline intorno all’azienda presentano un chiaro esempio di viticultura eroica per le situazioni estreme di pendenza dei vigneti che impediscono all’uomo di utilizzare il trattore gestendo il tutto a mano come ai vecchi tempi trasportando le ceste di uva, in fase di vendemmia, giù dai pendii a piedi.

Una volta il trasporto dell’uva vendemmiata veniva effettuato con l’utilizzo della vecchia “Gerla”, ora diventato il logo dell’azienda.

L’unica tipologia di uva coltivata è la Garganega che Le Battistelle presenta sul mercato con tre etichette MONTESEI – BATTISTELLE – ROCCOLO DEL DURLO per presentare la differenziazione del risultato di quest’uva secondo le condizioni pedoclimatiche e il terreno dei tre vigneti facendoli fermentare sempre a basse temperature in tank di acciaio refrigerate.

Durante la visita con la Sig.ra Cristina siamo andate prima nel micro-vigneto più estremo per la pendenza dove tutto il lavoro in vigna viene effettuato esclusivamente a mano (non si può immaginare la fatica per gestire al meglio queste viti). Successivamente ci siamo spostate nell’antichissimo vigneto ROCCOLO DEL DURLO, il boschetto di famiglia con il vecchio “capanno” dove i nonni del Sig. Gelmino, negli anni sessanta, passavano i momenti di relax con una vista a 360° sulle colline della zona classica.

Ai piedi di questa collina con rocce basaltiche e un ricchissimo sottosuolo, troviamo il vigneto eroico con viti pre-fillossera di oltre 150 anni che potrete ammirare nella loro maestosità del piede.  IMG_4675  IMG_4674

La visita di questi vigneti mi ha dato l’opportunità di cogliere quanta fatica ci sia dietro un bicchiere di vino che solo in pochi al giorno d’oggi riescono a capire…

Un vino, soprattutto in zone come queste, è frutto di un lavoro talmente preciso e faticoso che, quando hai l’opportunità di degustarlo, bisognerebbe un attimo fermarsi a conoscerlo prima di giudicarlo.

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Successivamente ho avuto l’opportunità di assaggiare i tre vini dell’azienda partendo da un confronto tra un MONTESEI 2013 e un 2014.

La nuova annata, appena imbottigliata, descrive a pieni voti quello che per me è un Soave beverino che non stanca. Un’ondata floreale con ricordi di gelsomino ti colpisce d’impatto al naso mentre in bocca l’entrata è morbida e fresca con un finale salino. Questa spiccata mineralità è innanzitutto percepibile al naso con note lunghe e persistenti di pietra focaia e gesso. Un vino equilibrato e armonico. Il 2013 invece possiamo definirlo pronto-maturo con maggiore corpo ed eleganza in bocca. L’evoluzione di questo vino è a un buon punto, ma può avere ancora tanto futuro (anche se esce dai canoni del Soave secondo Gelmino e Cristina). Al naso si percepisce la mineralità seguita dalla tipica nota di mandorla amara.

Passando a LE BATTISTELLE 2013, dove il terreno è solo roccia basaltica, abbiamo di fronte il vino più puro dell’azienda, forse il più difficile da capire per i palati poco esperti.

Al naso sentori di fiori bianchi e frutta gialla. Beverino e abbastanza caldo ma con una bellissima struttura e ampiezza in bocca. Un finale pulito, piacevole ed elegante.

Per finire ROCCOLO DEL DURLO 2013, premiato Medaglia d’argento al Cervim con l’annata 2012, con un bouquet che passa alla frutta matura ed esotica contornato dai sentori minerali alla tipica frutta secca e mandorla amara. Una persistenza lunga in bocca che lascia un buon ricordo. Buona la struttura.

Adesso vi lascio un po’ di foto della mia prima passeggiata primaverile che spero possa catturare la vostra attenzione e curiosità.

Le porte di Gelmino e Cristina sono aperte a tutti…andate a scoprire il loro mondo “eroico”.

#cincin

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